Ansia, stress e problemi allo stomaco: connessioni

a cura di Massimo Borri, Massofisioterapista

Gastrite, reflusso, bruciore allo stomaco, gonfiori, dolori: la cattiva digestione è un problema diffuso nella nostra società. Cervello e intestino sono due organi in stretta connessione.

Pensiamo a qualche esempio: qualsiasi studente prima di sostenere un esame sente mal di pancia, qualsiasi persona stressata sente lo stomaco che “brucia” prima di un evento importante o anche semplicemente chi è innamorato sente “le farfalle nello stomaco”.

C’è una ricchissima letteratura che lega gli aspetti emozionali alle funzioni intestinali. Essenzialmente a livello fisico il problema presenta due aspetti: una difficoltà dello stomaco a svuotarsi o la presenza di disturbo gastroesofageo.

Vi è però una notevole componente psicologica: “I disturbi sono strettamente legati ad ansia e stress. Questo tipo di disturbo cronico, infatti, genera ansia.

Ansia, stress e problemi allo stomaco: connessioni- LE DONNE SONO MAGGIORMENTE COLPITE

Si temono brutte figure, si ha paura di non trovare il bagno quando serve, o si pensa di avere una malattia grave, come un tumore o un attacco cardiaco. Questa tensione, a sua volta, aumenta la percezione del dolore”. La situazione peggiore è per le donne, svantaggiate biologicamente:

“Le donne sono più colpite, forse anche perché il tubo digestivo femminile è più ricco di recettori, e dunque più sensibile. Nel caso delle complicanze da reflusso, invece, gli uomini sono predominanti: il rapporto è di tre a uno”.

Ma, qualunque sia il sesso del malato, alla lunga la cattiva digestione ha “Un impatto enorme sulla qualità della vita e sulla produttività: i pazienti, infatti, di rado riposano bene, e al mattino la loro performance è ridotta”.

DISPERARSI È SBAGLIATO: ESISTONO SISTEMI E POSSIBILITÀ DI PREVENZIONE, DIAGNOSI E CURA.

Si possono usare semplici misure per star bene. Ad esempio, favorire la digestione evitando di assumere “cioccolato, menta e nicotina che inibiscono lo sfintere esofageo e favoriscono il reflusso. Chi ha problemi di acidità dovrebbe fare attenzione ai pomodori: sono più acidi di arance o limoni”.

I sintomi di bruciore dolore tra lo sterno e l’ombelico oppure reflusso gastrico vanno presi in considerazione dall’ostepata con trattamenti manuali nel ripristinare il corretto funzionamento degli organi quali l’esofafo, lo stomaco e i vari legamenti che li avvolgono ad altri organi.

GINNASTICA ADATTA E PERSONALIZZATA

Inoltre dovremmo incentivare una ginnastica adatta e personalizzata per coloro che hanno questi sintomi rivolta sopratutto ad allungamenti muscolari e mobilità articolare.

Sono poi validi gli strumenti di diagnosi: “Pensiamo alla pH-impedenzometria e alla manometria ad alta risoluzione, due metodiche protagoniste di numerose sessioni del congresso americano, utili per identificare i casi di reflusso.

La diagnosi di dispepsia, invece, è ancora oggi piuttosto difficoltosa, perché molto dipende dalla percezione del singolo paziente: per alcuni l’aria nella pancia, da sola, è causa di notevole dolore”.

Infine, le terapie farmacologiche. Lo studioso italiano ammette come siano disponibili vari medicinali, ed altri siano in fase di sperimentazione. Tuttavia, conclude Cicala, sono prodotti da assumere sotto prescrizione e controllo medico.

Il NCCAM (National Center for Complementary and Alternative Medicine), suggerisce di usare la respirazione per lavorare sul diaframma, così da rilassare la pancia e sciogliere la tensione nervosa. Siamo abituati ad avere una respirazione “corta e alta” ovvero breve e usando solo la parte alta dei polmoni senza arrivare ad una vera e propria ossigenazione completa.

“Anche sulla respirazione corta e alta possiamo intervenire con i nostri corsi di allungamento e respirazione adeguata sia in gruppo o in lezioni personalizzate oltre alle tecniche di rilassamento del diaframma propriamente detto con trattamenti specifici.”

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