Allenamento: integratori sì o no?

Al giorno d’oggi sono tantissime le persone che pensano di poter contribuire in modo significativo al benessere e alla performance sportiva facendo uso di integratori. Vediamo quanto l’uso degli integratori può rappresentare un beneficio per gli sportivi.

A cura di Enrico Pellegrinelli – Professore in Scienze Motorie

Nel grande settore degli integratori alimentari – basta pensare che in Italia il giro di affari nel 2012 è stato di circa 1,9 miliardi di euro l’anno –  una parte significativa è occupata proprio dagli integratori sportivi, principalmente “energetici”, a base di aminoacidi (proteine), vitamine e sali minerali. Questi prodotti si trovano liberamente in farmacie, erboristerie, negozi sportivi e su web e sono soggetti a una pubblicità spesso ingannevole che collega direttamente il loro impiego alla possibilità di ottenere massimi risultati nello sport.

Partiamo dal presupposto che una dieta varia ed equilibrata apporta tutti i nutrienti necessari per garantire ad un organismo sano di raggiungere e mantenere uno stato di piena efficienza fisica e psichica. 

Tuttavia non tutti hanno il tempo a disposizione per potersi alimentare correttamente.

Nell’atleta una corretta alimentazione può incidere sulla performance e sui tempi di recupero.

Su queste semplici considerazioni si basa il core business degli integratori alimentari.

Atleti professionisti e integratori

Tra allenamenti e gare sono grandi gli stress a cui è sottoposto il fisico di un atleta. L’integrazione diventa in molti casi una necessità volta a coprire le carenze di una dieta che deve rispondere a troppi compromessi.

Parliamo ovviamente di chi deve sottoporsi ad allenamenti particolarmente intensi,  persone che per esempio fanno 2- 3 partite di calcio a settimana o partecipano a gare ciclistiche che li impegnano anche per 3-4 ore di seguito. Simili prestazioni atletiche comportano un elevato lavoro muscolare, sudorazione intensa e un consumo energetico che può essere anche doppio rispetto alle giornate in cui l’atleta non pratica sport.

La perdita di sali minerali, vitamine e proteine, può richiedere in questi casi un’integrazione di nutrienti, dato che non è sempre possibile aumentare la quantità di specifici nutrienti con l’alimentazione. Queste persone sono comunque sempre seguite da esperti in grado di consigliare il tipo di supplementazione realmente necessaria, in funzione delle condizioni fisiche e della disciplina praticata.

L’integrazione per chi pratica sport amatoriale.

Chi pratica sport amatoriali per una durata di circa 1 o 2 ore, da 1 a 3 volte alla settimana, anche con un buon impegno fisico ma non professionale, non ha certo necessità di utilizzare integratori, salvo diversa prescrizione medica.

Per loro è sufficiente un’alimentazione equilibrata in carboidrati (zuccheri), proteine , grassi, vitamine e minerali e proporzionata in calorie per fornire il giusto bilancio energetico , riesce a garantire allo sportivo amatoriale un corpo forte e robusto, un corretto stato di salute psicofisico e buone performance sportive.

Chi invece pratica sport amatoriale, ma si allena come un professionista gli integratori possono far fare la differenza. Soprattutto se si parla di persone che non possono alimentarsi correttamente per vari motivi: dal poco tempo a disposizione, al fatto che magari non mangiano determinati alimenti ecc… In questo caso alcuni integratori, presi sotto prescrizione fatta da un professionista, potrebbero essere utili.

L’importante è non farne, un abuso, in quanto per molti è sufficiente qualche seduta in palestra e un po’ di fitness per essere “giustificati” ad assumere integratori alimentari.

Quindi il ricorso agli integratori alimentari è spesso superfluo e, se fatto senza controllo e prescrizione medica, anche potenzialmente dannoso per la salute.

Tutti quelli che credono di avere un beneficio dall’assunzione degli integratori dovrebbero chiedersi:

– sono davvero necessari per me?

– sono dannosi per la mia salute?

– sono davvero efficaci?

Per quanto riguarda l’ultimo punto è bene sapere che i miglioramenti saranno comunque modesti.

Attenti alle truffe

Non sono rari i casi di contaminazione da alcuni integratori. Si tratta in molti casi di residui della lavorazione potenzialmente tossici o di sostanze dopanti aggiunte in piccole dosi per aumentare l’efficacia del prodotto.

Nel lontano 2001 il comitato olimpico internazionale (CIO) analizzò i prodotti di 215 diversi fornitori in 13 stati. I risultati dello studio evidenziarono come il 14,8% dei campioni fosse contaminato da sostanze dopanti non dichiarate nell’etichetta come steroidi anabolizzanti androgenici, principalmente precursori del testosterone e del nandrolone.

Concludo rispondendo alla domanda: “Gli integratori sono utili?” Possono esserlo ma solo in particolari circostanze; non ci aspettiamo miracoli, non esageriamo con i dosaggi e non assumiamoli se non ne abbiamo davvero bisogno. Consultiamo sempre un professionista, che ci saprà dire la sua anche per quanto riguarda eventuali controindicazioni.

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